Recenti disposizioni sul concordato preventivo liquidatorio

Recenti disposizioni sul concordato preventivo liquidatorio

Recenti disposizioni sul concordato preventivo liquidatorio

Con la recente riforma della legge fallimentare attuata con la L. n. 132 del 6.8.2015 (che ha convertito il Decreto Legge n. 83 del 27.6.2015) il legislatore è nuovamente intervenuto sulla disciplina del concordato preventivo.

Tali modifiche denotano la volontà del legislatore, da un lato, di attenuare il favor per la soluzione concordataria e, dall’altro lato, di riequilibrare il rapporto fra il debitore e i creditori rispetto alle riforme precedenti, palesemente caratterizzate dall’intenzione di proteggere il debitore rispetto a possibili iniziative dei creditori e di attribuire al debitore medesimo il maggior numero possibile di strumenti finalizzati a consentire il risanamento della sua posizione debitoria.

Quanto sopra affermato è particolarmente vero se ci si sofferma sulle modifiche apportate dalla recente riforma alla disciplina del concordato preventivo liquidatorio. Quest’ultimo era già stata toccato dalle precedenti riforme della legge fallimentare che ne avevano sensibilmente ridotto l’ambito di applicazione nell’intento di favorire la continuità aziendale, ritenuta ormai l’obiettivo maggiormente desiderabile di una procedura di risanamento aziendale.

Nonostante l’evidente favor per il concordato con continuità aziendale, il legislatore italiano non era puntualmente intervenuto sulla disciplina del concordato preventivo liquidatorio che, quindi, restava ancora basata sui principi sanciti dalla legge fallimentare e dall’elaborazione giurisprudenziale, primo fra tutti quello secondo cui nel concordato preventivo liquidatorio (e a differenza di quanto avveniva e avviene tuttora nel concordato con continuità aziendale) il debitore non assumeva nei confronti dei creditori alcun obbligo di garantire loro una determinata percentuale di soddisfacimento, consistendo la sua obbligazione concordataria nel mettere a disposizione dei propri creditori il ricavato della vendita di tutti i propri beni.

La riforma del 2015 è invece intervenuta profondamente sulla disciplina del concordato preventivo liquidatorio, modificandone i principi e le regole applicative. Il quadro che risulta da tale riforma è quello di un istituto fortemente ridimensionato, che sempre più difficilmente potrà essere utilizzato dai debitori in crisi per poter procedere alla ristrutturazione del proprio indebitamento senza fallire.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *