Il fenomeno del concordato c.d. di gruppo

concordato-c-d-di-gruppo_2016_02_0395

Articolo da Giurisprudenza Italiana – Febbraio 2016

Estratto:

la decisione negativa della Corte di Cassazione, riguardante l’ammissibilita` del concordato preventivo di gruppo in assenza di una disciplina positiva del fenomeno nel nostro ordinamento

La questione sottoposta alla Suprema Corte trae
origine dalla iniziativa di una societa` in nome collettivo
(la Baglietto s.n.c.), con sede a La Spezia, e dalle
sue quattro socie di capitali (tre s.r.l. con sedi a Milano
ed una s.p.a. con sede a Pisa), appartenenti ad un
gruppo imprenditoriale operante nel settore delle costruzioni
navali. Precisamente, nella predetta s.n.c.
venivano conferiti, in modo pressoche´ totalitario, i
patrimoni delle suddette societa` di capitali, divenendo
esse ‘‘soci illimitatamente responsabili’’ della s.n.c.
Lo scopo della costituzione della s.n.c. (c.d. ‘‘societa`
veicolo’’) era di presentare al Tribunale di La Spezia
un ricorso per concordato preventivo, da comportare
la conservazione e la continuita` delle imprese, salvaguardandone
i patrimoni e l’occupazione. La costituzione
di detta societa` veniva infatti sottoposta ‘‘a condizione
risolutiva rappresentata dalla mancata definitiva
omologazione del concordato preventivo’’.

La proposta di concordato, riferita formalmente alla
s.n.c. ma indirettamente alle s.r.l. ed alla s.p.a., prevedeva
il pagamento integrale dei crediti prededucibili e
privilegiati e la suddivisione dei restanti creditori in sei
classi, in seguito ridotte a tre (i creditori della holding,
i creditori di tutte le societa` operative del gruppo e gli
armatori). Il giudice delegato era unico con due commissari
giudiziali.
In seguito, il Tribunale di La Spezia, in data 2 maggio
2011, omologava il concordato proposto e, avverso
tale decreto, veniva presentato reclamo da parte di
alcuni creditori 1.
Con decreto del 23 dicembre 2011 la Corte di Appello
di Genova dichiarava inammissibile il reclamo
proposto da un creditore (Agenzia delle Entrate) e
respingeva gli altri (reclami) 2.
La Corte di Appello di Genova, confermando il
provvedimento del Tribunale di La Spezia, sosteneva
che era infondata l’eccezione di incompetenza territoriale,
in quanto la s.n.c. aveva la sede, sin dalla sua
costituzione, in La Spezia. In detta citta` vi era altresı` la
sede effettiva delle societa` socie, essendo La Spezia
‘‘sede non meramente coincidente con il luogo dell’attivita`
produttiva, ma vero centro propulsivo delle societa`
in questione, ove gravitano tutti gli affari di dette
societa` ’’. La Corte di Appello affermava altresı` che ‘‘e`
da ammettere l’estensione dell’effetto esdebitatorio
alle societa` del gruppo socie della s.n.c., in quanto

le stesse hanno dichiarato di agire anche ‘‘in proprio’’,
chiedendo di essere tutte ammesse alla procedura, con
conseguente superamento del mero effetto esdebitatorio
parziale previsto dall’art. 184 l.f.’’ e che ‘‘il concordato
va comunque ammesso, in ragione della meritevolezza
giuridica di un concordato fondato su di
un piano aziendale riferito all’impresa di gruppo e
non gia` a ciascun settore di quella impresa riferito
ad una determinata societa` commerciale, con legittima
valutazione sostanziale e trattazione a livello procedurale
unitaria del piano concordatario e, quindi, una
gestione integralmente unitaria del concordato con
un’unica adunanza e con un computo delle maggioranze
riferito all’unico programma concordatario’’.
Pertanto, a tenore sempre della Corte di Appello di
Genova, ‘‘a maggior ragione deve ritenersi l’ammissibilita`
, nella fattispecie, di un concordato preventivo di
una societa` in nome collettivo risultante dal conferimento
in essa dei complessi aziendali delle altre societa`
appartenenti al gruppo, pur se trattasi di societa`
costituita allo scopo di presentare un ricorso di concordato
preventivo (peraltro, come rilevato dal tribunale,
l’art. 160 legge fall. ammette che la proposta
preveda il soddisfacimento dei crediti anche mediante
il ricorso ad ‘operazioni straordinarie’), nonche´ l’ammissibilita`
alla medesima procedura di concordato di
dette societa` del gruppo’’. Concordato preventivo, tale
da comportare la conservazione e la continuita` delle
imprese, tutelandone i patrimoni e l’occupazione.
Avverso il decreto della Corte di Appello di Genova
venivano proposti distinti ricorsi per cassazione da
parte dei creditori.
La Corte di Cassazione, con la sentenza in esame (n.
20559 del 13 ottobre 2015), cassava senza rinvio il
decreto di omologazione del concordato preventivo
ed il decreto impugnato ‘‘perche´ la causa non poteva
essere proposta’’ 3.
La Corte di Cassazione ha sostenuto che la competenza
territoriale per l’omologazione del concordato
preventivo andava individuata, ai sensi dell’art. 161 L.
fall., ‘‘nel tribunale nel cui circondario ciascuna societa`
aveva la sede principale dell’impresa, senza che a
tale criterio possa derogarsi per ragioni di connessione
con altre procedure relative a societa` diverse facenti
parte di un gruppo (Cass., ord., 31 agosto 2011, n.
17907; 18 novembre 2010, n. 23344)’’, ‘‘restando altresı`
irrilevante il trasferimento della stessa impresa
intervenuto nell’anno antecedente, ossia il luogo in
cui si trova il centro direttivo ed amministrativo degli
affari dell’impresa in cui vengono individuate e decise
le scelte strategiche cui dare seguito (da ultimo, Cass.,
sez. un., 25 giugno 2013, n. 15872)’’. Nella specie,
secondo la Corte di Cassazione, ‘‘non si verifica l’attrazione
degli altri fori a favore di quello della capogruppo,
o di altro foro, allorche´ le societa` coinvolte
abbiamo sede legale in circondari diversi’’.

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