La nozione di consumatore nella disciplina della crisi da sovraindebitamento

La nozione di consumatore nella disciplina della crisi da sovraindebitamento

Da NGCC 7-8/2016

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Da il Fallimento 6/2016

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da Giurisprudenza Italiana – Aprile 2016

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La nozione di consumatore nella disciplina della crisi da sovraindebitamento. La soluzione adottata dalla Corte di Cassazione in ordine alla rigida interpretazione della nozione di ‘‘consumatore abilitato al piano’’, prevista dall’art. 6, comma 2º, l. n. 3/2012. La Supr. Corte, infatti, restringe l’ambito di applicazione della nozione comprendendo solo il debitore, persona fisica, che abbia contratto obbligazioni per far fronte ad esigenze personali o familiari ovvero attinenti agli impegni propri dell’attivita` professionale propria. Tale interpretazione pare passibile di critica sotto il profilo
della mancata differenziazione, ai fini della corretta individuazione del soggetto che puo` rivestire la qualità di ‘‘consumatore’’, tra le figure del garante-professionista e del garante-consumatore. Di conseguenza ed anche alla luce della imminente modifica legislativa, nell’ambito della composizione della crisi da sovraindebitamento, dovrebbe essere ritenuto ‘‘consumatore abilitato al Piano’’, anche il soggetto gravato da obbligazioni derivanti anche dalla prestazione di garanzie personali nell’interesse di societa` esercitanti attivita` d’impresa.

La nozione di consumatore nella disciplina della crisi da sovraindebitamento

CASS. CIV., VI sez., ord. 1º.2.2016, n. 1869 – CECCHERINI Presidente – FERRO Estensore – SALVATO P.M. (concl. conf.). – G.V. (avv. Barone) – Organismo di composizione della crisi, nominato nella persona di M.R. – Conferma Trib. Monza, decr. 2.4.2014
CONSUMATORE – SOVRAINDEBITAMENTO – PIANO PER LA COMPOSIZIONE DELLA CRISI – ‘‘CONSUMATORE ABILITATO AL PIANO’’ – NOZIONE – REQUISITI – DEBITI TRIBUTARI DI CUI ALL’ART. 7, COMMA 1º – DISCIPLINA (l. 27.1.2012, n. 3, artt. 6, 7, 12 bis; d. legis. 6.9.2005, n. 206, artt. 3, 18)

La sentenza in esame trae origine dall’impugnazione
del decr. TRIB. MONZA, 2.4.2014, inedito, che, nel
rigettare il reclamo esperito da G.V. avverso il decreto
di non sospensione emesso precedentemente dal giudice
del sovraindebitamento del medesimo Tribunale,
confermava l’estraneita` del ricorrente alla nozione di
‘‘consumatore abilitato al Piano’’ di cui all’art. 6, comma
2º, l. n. 3/2012, in ragione della natura delle obbligazioni
contratte.
Il Tribunale monzese ha ritenuto, infatti, che il Piano
del consumatore non potesse riferirsi ad oneri tributari
non derivanti da attivita` professionale, svolta
invece dal ricorrente in regime di partita Iva e che tale
Piano era svantaggioso per i creditori e di durata eccessiva.
Il S.C. da` atto che il caso concreto costituisce esclusivamente
una utile occasione per soffermarsi su di un
punto nodale che assume rilevanza centrale soffermandosi
diffusamente ‘‘sul solo punto del requisito tipologico
necessario in capo al proponente, l’enunciazione ai sensi
dell’art. 363 co. 3 cod. proc. civ. del principio di diritto
circa la nozione di consumatore, quale rilevante al fine
dell’accesso ai benefici di cui alla legge n. 3 del 2012’’.
Viene, quindi, affrontato per la prima volta il tema
della qualificazione e interpretazione della nozione di
‘‘consumatore abilitato al piano’’, cosı` come delineata

nella disciplina della composizione della crisi da sovraindebitamento
(art. 6, comma 2º, l. n. 3/2012).
L’art. in questione recita, infatti, che e` consumatore
‘‘il debitore persona fisica che ha assunto obbligazioni esclusivamente
per scopi estranei all’attivita` imprenditoriale o
professionale eventualmente svolta’’.
La Cassazione, confermando in buona sostanza quanto
sostenuto dal collegio monzese, ha ritenuto che, ai
fini della presente disciplina, e` da ritenersi consumatore
solo la persona fisica che risulti aver contratto
obbligazioni, non soddisfatte al momento della proposta
del Piano, per far fronte ad esigenze personali o
familiari o della piu` ampia sfera attinente agli impegni
legati allo sviluppo della propria personalita` sociale ma
senza effetti diretti in un’attivita` d’impresa o professionale
propria, ad eccezione dei tributi costituenti risorse
proprie dell’UE.
La sentenza in commento offre una soluzione (probabilmente
scontata) ad un problema, inedito per la
giurisprudenza di legittimita`, ma gia` emerso nei Tribunali
di merito (v. TRIB. FOGGIA, 23.7.2015, infra, sez.
III): l’interpretazione della nozione di ‘‘consumatore
abilitato al piano’’, come presupposto di applicazione
della disciplina di cui alla l. n. 3/2012.
Ne emerge la difficolta` di delineare una figura ‘‘generale’’
di consumatore.

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